sabato 15 marzo 2014

E' possibile prevedere il colore dei fiori?

Prevedere il colore dei fiori nei nostri semenzali, al momento di fare l'ibridazione, non è molto facile,anzi,il più delle volte si rimane sorpresi ed è bello così. Ma per un ibridatore che cerchi di capire quale tipo di incroci è meglio fare, per ottenere un certo colore,questa tabella può tornare utile. Anche se è da prendere con  cautela, infatti ogni pianta ha uno specifico patrimonio genetico ed alcune tendono a trasmettere facilmente certi colori,mentre altre si ostinano a produrre rosa slavati o sporchi, con qualsiasi incrocio..
Ma in linea generale,basandosi sulle statistiche di importanti ibridatori,questo è mediamente quello che ci si può aspettare.

mercoledì 5 marzo 2014

Qualcosa si inizia a vedere





Qualcosa inizia a vedersi...

martedì 28 gennaio 2014

Cosa ho imparato nel 2013





Ho imparato che è sempre meglio etichettare le semine, dividendo per singole piante madri o per incroci.
L’anno scorso non l’ho fatto, perché avevo solo semi OP e per pigrizia ho preferito mescolare tutto…ma poi ho fatto molta fatica a riconoscere i possibili genitori dei miei semenzali. E sapere quale rosa trasmette caratteri belli e quale no è importante e anche conoscere la genealogia dei semenzali, per poi decidere come utilizzarli.
Credevo di riuscire a riconoscerli lo stesso, ma la cosa è risultata abbastanza problematica.
Nell’ insieme comunque, sono abbastanza soddisfatto dei semenzali ottenuti, anche se parecchi avevano qualche problema di ticchiolatura. Buona è risultata invece la resistenza all’oidio. Spero che nel prossimo anno le piantine selezionate, crescendo, dimostrino di avere una maggiore resistenza, come spesso succede.

Il primo test sui semenzali di rose inglesi, almeno per quelle che coltivo, direi si è concluso positivamente.
Poi ho imparato che devo assolutamente trapiantare i semenzali appena spuntano le foglie vere, in vasi singoli, altrimenti le piante diventano troppo fitte e le ultime nate stentano.
E che bisogna sempre controllare che il fiore sia ricettivo, prima di mettere il polline (e quindi, dopo averlo preparato, è meglio coprirlo eventualmente con un sacchetto, per evitare fecondazione accidentale)

Infine ho imparato che probabilmente Accademia non è sterile come credevo (nel passato sono fallite tutte le ibridazioni e anche cinorrodi OP sono abortiti) infatti quest’anno una delle poche ibridazioni riuscite è Accademia per semenzale di Rugosa e i semi mi hanno un po’ sorpreso, non mi aspettavo che fossero piccoli come quelli di rugosa. Probabilmente Accademia è triploide e i semi ottenuti saranno in maggioranza diploidi come la rugosa.
Così quest’anno ho etichettato tutto e ho seminato, parte in casa ai primi di gennaio e altri seminati all’aperto subito dopo la raccolta.
In particolare sono curioso di vedere cosa spunterà dai semi di Accademia x Rugosa, da Alnwick Rose x Brother Cadfael e L.D. Braithwaite x Blue Moon e dai semi OP di Centifolia “common moss” e di Alba Incarnata.
Altra cosa che ho letto (e che mi piacerebbe qualcuno confermasse) è che se si incrocia rosa Glauca con il polline di una rosa diploide, si ottengono semenzali tetraploidi e quindi più facili da incrociare con le varietà moderne ht.

Nella foto i semi di Centifolia "common moss" dopo 2 mesi circa di vernalizzazione poco prima della semina

lunedì 23 dicembre 2013

buon anno nuovo e felici semine!

Il giardinaggio ha origini molto antiche, l’uomo ha sempre sentito l’effetto benefico della Natura e della Bellezza. Ha sempre capito l’importanza delle piante per la salute e la felicità.
Se viviamo in un ambiente bello e pieno di fiori, ci sentiamo meglio, godiamo della varietà delle forme, dei colori e dei profumi. Sono quasi convinto che il giardinaggio sia nato prima della agricoltura… I cinesi sono forse quelli che hanno iniziato prima di tutti a coltivare, seminare le rose, producendo e selezionando numerose varietà, già migliaia di anni fa. E alcune di queste sono ancora coltivate.
Ma che senso può avere ibridare rose anche oggi, che abbiamo l’imbarazzo della scelta tra migliaia di varietà antiche e moderne, provenienti da tutto il mondo?
Credo non ci sia solo una risposta razionale a questa domanda, ma che sia un moto dell’animo a spingerci verso il desiderio di portare nuova bellezza su questa terra.
L’ibridazione può essere il gioco di un bambino, che impara a conoscere il mondo e l’effetto delle sue azioni, scelte. O può essere un hobby rilassante, una attività che sviluppa la calma e la pazienza. Un modo economico e affascinante di produrre rose originali ed uniche per il proprio giardino. O una vera arte, per esprimere qualcosa che ci vibra dentro.
Come un pittore mescola i colori ed un musicista le note, così l’ibridatore mescola i geni delle piante, sostituendosi agli insetti e selezionando qualcosa capace di suscitare in lui emozione.
Ogni artista ha una sensibilità e genialità particolari, così ogni ibridatore otterrà rose diverse anche a partire dalle stesse piante. Quello che per uno è una pianta insignificante, un altro ci vedrà magari un trampolino, un ponte per un successo futuro. Ogni ibridatore ha il suo stile e spesso possiamo riconoscerlo chiaramente anche solo ammirando le sue rose.
E poi può essere anche una attività economica, una professione che ti permette di vivere facendo qualcosa che ti piace e che migliora il nostro ambiente. Ottenere una rosa con caratteristiche nuove, che possa essere richiesta dal mercato. Che sia innovativa per il colore o la forma del fiore, la rifiorenza, il profumo, il portamento, il fogliame, la resistenza alle malattie o alla siccità e al freddo…che si adatti al terreno del nostro giardino.
C’è ancora molto spazio per nuove scoperte, e miglioramenti, specialmente per la resistenza alle malattie e il portamento delle piante, che possono essere belle piante da giardino e non solo produrre fiori da taglio. E nella ricerca di nuovo fogliame, magari con colorazioni interessanti autunnali o la possibilità di coltivare piante in modo estensivo, con poche cure e con uno sviluppo tappezzante, o con rami senza spine…
Ci sono ancora molti validi motivi per seminare rose anche oggi, così come nel passato hanno continuato a farlo, anche durante guerre mondiali e pestilenze. La Bellezza ci salverà….
Buone semine a tutti! Ed un felice nuovo anno!




mercoledì 4 dicembre 2013

Pianticella di Blue Moon


La Blue Moon è stata l'unica rosa che ho deciso di eliminare dal mio giardino, troppo sensibile alle malattie per i miei gusti, in contemporanea sulle sue foglie si potevano trovare l'oidio, la ticchiolatura e la ruggine. Certamente avrei potuto proteggerla con vari trattamenti ma io cerco piante resistenti e rustiche anche perchè sono orientato verso il giardino il più possibile naturale. Alcuni anni fa, quando cominciai a fare le prime semine di rose al momento dell'espianto della Blue Moon decisi di provare a seminare alcuni dei suoi acheni.


Di quattro pianticelle ne sopravvisse una sola e le immagini si riferiscono ad uno dei suoi fiori in una sequenza cronologica. E' molto interessante il colore che sfuma verso il grigio argento ma ancor di più il caratteristico modo di ripiegarsi dei suoi petali che non avevo mai visto sulla pianta madre. Notevoli sono anche gli stili rossi visibili quando il fiore è completamente aperto. Posso dire che questa rosa è molto più resistente alle malattie della Blue Moon stessa, tanto che l'ho già riprodotta in tre esemplari diversi.


Queste sono foto che ho fatto lo scorso mese di ottobre e il fiore non è certo uno dei migliori ma comunque  molto interessante. Molto spesso si ottengono buoni risultati anche con una semina semplice e naturale. E' un suggerimento che mi sento di dare a chi vuole intraprendere l'esperienza della semina delle rose.